Monete e Medaglie di Zecche Italiane
Risultati da 1 a 50 di 51
Lotto n. 821
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Venezia. Francesco I d'Asburgo Lorena (1815-1835). Scudo nuovo da 6 lire 1824 Pag. 54. Gig. 35. g 26,00. Diam. mm 38,02. Arg. Colpi dietro alla nuca. BB/SPL. D/ Testa laureata a destra. R/ Aquila bicipite coronata, con corona ferrea al collo, con stemma inquartato di Milano e Venezia, caricato dallo stemma d'Austria. Herinek 552; CNI 21; Pag. (decimali) 54. AG. 25.97 g. 38 mm. Patina riposata. qSPL/SPL.
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Lotto n. 820
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Venezia. Municipalità Provvisoria (1797). 10 Lire 1797 di I tipo. D/ La libertà che regge con la sinistra picca sormontata da berretto frigio e poggia la destra su fascio repubblicano, dietro armi e bandiere. Sulla base del capitello ZECCA . V: , sotto a sinistra A. S. (Antonio Scanel). R/ LIRE DIECI VENETE su tre righe; sopra e sotto, rosetta, il tutto entro corona di lauro. CNI 1; Paol. 918; Pag. (decimali) 1. AG. 28.36 g. 40 mm. Patina riposata. Leggera debolezza di conio al rovescio, altrimenti. SPL.
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Lotto n. 819
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Venezia. Francesco Loredan (1752-1762). Osella d'oro 1759 A. VIII. D/ La statua della Religione tra San Marco a sinistra e il Doge orante a destra; sotto, in esergo, sigle P P riconducibili a Pietro Pasta massaro. R/ Ramo di rose fiorite in vaso decorato; sotto, MDCCLIX. CNI tav. XXX, 12; Paol. 242. AU. 20.66 g. 37 mm. R. Tracce di montatura. BB. A ricordo della rosa d'oro, simbolo di benevolenza papale, donata da Papa Clemente XIII Rezzonico alla sua città natale.
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Lotto n. 818
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Venezia. Giovanni Pesaro (1658-1659). Zecchino. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. CNI tav. XIII, 17; Paol. 1; Fried. 1329. AU. 3.42 g. 21 mm. RR. Molto raro. BB. Nei soli diciassette mesi di dogado di Giovanni Pesaro, per via della guerra contro i Turchi, l'intera produzione degli zecchini veniva imbarcata sulle navi e spedita in Levante per far fronte alle consistenti spese militari.
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Lotto n. 817
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Venezia. Francesco Molin (1646-1655). Zecchino. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l'asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. CNI tav. XI, 10; Paol. 6; Fried. 1318. AU. 3.48 g. 21 mm. Bei fondi lucenti. Debolezze da coniazione, altrimenti. qFDC.
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Lotto n. 816
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Venezia. Francesco Erizzo (1631-1646). Zecchino. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. CNI tav. X, 7; Paol. 1; Fried. 1310. AU. 3.49 g. 21.5 mm. Tipologia con legenda ERIZZO. Di alta conservazione. SPL+/qFDC. Durante il dogado di Francesco Erizzo si verificò una consistente riduzione dell'oro disponibile per cui la Zecca fu costretta a fondere ingenti quantità di moneta aurea spagnola e italiana.
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Lotto n. 815
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Venezia. Antonio Priuli (1618-1623). Ducato. D/ Croce formata da foglie di cardo con rosa al centro, accantonata da quattro foglie di vite; in esergo, sigle Z A V riconducibili a Zan Antonio Venier massaro. R/ Leone in soldo entro scudo ornato. CNI tav. IV, 15; Paol. 16. AG. 31.56 g. 42 mm. Patina riposata. Bel BB.
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Lotto n. 814
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Venezia. Antonio Priuli (1618-1623). Zecchino. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. CNI tav. V, 5; Paol. 3; Fried. 1291. AU. 3.47 g. 21.5 mm. NC. SPL+.
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Straordinario Scudo-Medaglia in Argento
Lotto n. 813
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Venezia. Pasquale Cicogna (1585-1595). Scudo - Medaglia 1593. D/ Leone di San Marco, con spada, poggia le zampe posteriori sul mare e l'anteriore su di una collina con una croce sulla sommità. R/ Pianta della fortezza della città di Palmanova; al centro, PALMA. Paol. 751; Volt. 691. AG. 27.84 g. 44 mm. RRR. Rarissima in argento. Di altissima conservazione. Leggera patina iridescente. qFDC/FDC. Questa medaglia-moneta fu coniata dalla Serenissima per coniare il compimento della costruzione della fortezza di Palmanova, il 7 ottobre 1593, anniversario della battaglia di Lepanto. Gli esemplari in argento vengono chiamati 'scudi' per il peso che li avvicina notevolmente alle giustine minori coniate per la prima volta proprio sotto il dogado di Pasquale Cicogna.
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Lotto n. 812
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Venezia. Leonardo Loredan (1501-1521). Quattro soldi. D/ San Marco seduto a destra benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso; lungo l'asta, DVX; sotto, in esergo, sigle D G riconducibile a Domenico Gritti massaro. R/ Mezza figura del Redentore su nuvole benedice con la destra e regge il vangelo con la sinistra. CNI tav. VIII, 6; Paol. 7. AG. 1.1 g. 20.5 mm. BB+.
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Lotto n. 811
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Venezia. Scuola della Passione. Medaglia o tessera coniata, XVI sec. D/ Cristo crocifisso; sopra I N R I su nastro, ai lati, il sole e la luna. R/ Cristo, di fronte, con la parte inferiore del corpo entro il sepolcro e con la superiore addossata alla croce, intorno alla quale sono rappresentati i simboli della passione e gli strumenti della sua morte. Cf. Volt. 818 e 819. AE. 4.1 g. 26.5 mm. BB. La Scuola della Passione era sorta in epoca incerta presso la Chiesa di San Giuliano, da qui, nel 1572, si spostò nella zona dei Frari. La sede della Confraternita della Passione venne gravemente danneggiata da un incendio il 24 gennaio 1587, ma fu restaurata e rinnovata nel 1593. Questo era uno dei sodalizi più importanti di Venezia dopo le Scuole Grandi: godeva di particolari privilegi essendo sotto la protezione del Consiglio dei X e la sera del Giovedì Santo i confratelli partecipavano alla solenne processione in San Marco con le altre Confraternite più importanti.
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Lotto n. 810
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Venezia. Scuola della Passione. Medaglia o tessera coniata, XVI sec. D/ ECCE F. TVS ECCE MR TV . Cristo crocifisso; ai suoi piedi la Madonna e S. Giovanni Evangelista, ai lati della croce, REDEN MONDI. R/ X PS FACTVS EST PRO NOBIS OBED VSQ AD MORTE. Cristo di fronte, la parte inferiore del corpo entro il sepolcro e quella superiore addossata alla croce; intorno, simboli della passione. Volt. -; cf. 829. AE. 7.05 g. 37 mm. RR. Molto rara. Bel BB. La Scuola della Passione era sorta in epoca incerta presso la Chiesa di San Giuliano, da qui, nel 1572, si spostò nella zona dei Frari. La sede della Confraternita della Passione venne gravemente danneggiata da un incendio il 24 gennaio 1587, ma fu restaurata e rinnovata nel 1593. Questo era uno dei sodalizi più importanti di Venezia dopo le Scuole Grandi: godeva di particolari privilegi essendo sotto la protezione del Consiglio dei X e la sera del Giovedì Santo i confratelli partecipavano alla solenne processione in San Marco con le altre Confraternite più importanti.
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Lotto n. 809
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Venezia. Roberto d'Angiò principe d'Acaja (1346-1364). Imitazione del Ducato veneziano. Zecca incerta dell'Oriente latino. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. Schl. pl. XII, 34 and XXI, 21; Cf. Gamb. III 344. EL. 3.49 g. 21 mm. BB+. Schlumberger ammette che né lui stesso né Lambros sono riusciti ad identificare la zecca di provenienza di questa tipologia di ducati ('un jour ou l'autre le mystère de leur origine se découvrira').
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Lotto n. 808
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Venezia. Imitazione del ducato, sec. XIV-XV. D/ San Marco nimbato, stante a sinistra, porge il vessillo al Doge genuflesso; lungo l’asta, DVX. R/ Il Redentore stante di fronte entro aureola ellittica cosparsa di stelle. AU. 3.51 g. 21 mm. BB.
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Lotto n. 807
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Venezia. Lorenzo Tiepolo (1268-1275). Grosso matapan. D/ San Marco, in piedi a destra, porge il vessillo al Doge stante a sinistra; lungo l'asta, DVX. R/ Il Redentore in trono; in alto, ai lati, IC XC. CNI tav. II, 13; Paol. 1. AG. 2.11 g. 20.5 mm. Leggera patina. SPL.
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Lotto n. 806
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Venezia. Enrico IV o V di Franconia (1056-1125). Denaro scodellato. D/ Croce patente; nei quarti, globetti. R/ Busto nimbato di San Marco di fronte con pallio. CNI tav. I, 15; Paol. 1. AG. 0.66 g. 19 mm. SPL.
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Lotto n. 805
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Venezia. Ludovico il Pio (814-840). Denaro. D/ Croce patente. R/ +VEN ECIAS su due righe. CNI tav. I, 2; Paol. 2; MEC 1, 789. AG. 1.52 g. 20 mm. Patina riposata con iridescenze dorate. SPL+.
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Lotto n. 804
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Tortona. Comune (1248-1322). Grosso minore. D/ Le lettere F R (Federicus Rex). R/ Croce patente con anellini nei quarti alti. CNI 6; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 1028. AG. 1.04 g. 20 mm. RR. La R e la D della legenda del rovescio sono state impresse con lo stesso punzone. BB+.
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Liard Inedito per Torino
Lotto n. 803
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Torino. Liard 1558. D/ Grande H coronata. R/ Croce piana; sotto, V. CNI -; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) -. MI. 0.76 g. 17.5 mm. RRRR. Sulla tipologia del liard di Francesco I, l’esemplare, in buona conservazione e caratterizzato da una chiara e completa leggibilità delle legende, appare inequivocabilmente riconducibile alla monetazione di Enrico II di Francia. La tipologia risulta tuttavia di particolare interesse, in quanto le principali bibliografie di riferimento non registrano, per il regno di Enrico II, l’emissione di un liard riconducibile a questo tipo. Apparentemente inedito. BB.
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Lotto n. 802
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Sulmona. Carlo III di Durazzo (1382-1385). Bolognino. D/ Le lettere S M P E (Sulmo mihi patria est) disposte a croce attorno a rosetta; attorno, quattro rosette. R/ Busto frontale di San Pietro Celestino (Celestino V) mitrato e con piviale chiuso da rosetta. CNI tav. XXII, 10; D'Andrea-Andreani p. 370; MIR (Italia merid.) 770. AG. 0.94 g. 17.5 mm. BB+.
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Lotto n. 801
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Sulmona. Carlo III di Durazzo (1382-1385). Bolognino. D/ Le lettere S M P E (Sulmo mihi patria est) disposte a croce attorno a rosetta; attorno, quattro rosette. R/ Busto frontale di San Pietro Celestino (Celestino V) mitrato e con piviale chiuso da rosetta. CNI tav. XXII, 10; D'Andrea-Andreani p. 370; MIR (Italia merid.) 770. AG. 0.82 g. 16 mm. BB+.
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Lotto n. 800
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Sora. Pier Giampaolo Cantelmi Duca (1459-1461). Bolognino. D/ Le lettere V L V S (Paulus) disposte a croce attorno a pallino. CNI manca Cag. manca MIR 761. R/ Grande A accostata da tre pallini, sopra rosetta. CNI 1/9; D'Andrea-Andreani pag. 364; MIR (Italia merid.) 761. AG. 0.7 g. 17 mm. RRR. Rarissima. Patina di monetiere. BB. Ex Artemide XLVII, 2017, lotto 512.
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Lotto n. 799
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Siena. Repubblica (1404-1555). Grossetto da 7 soldi post 1516 ante 1526, coniazione diretta del Siena. D/ Grande S fogliata in cornice composta da dieci archi con trifogli alle punte. R/ Croce fogliata. Castelli 134; CNI -; MIR (Toscana, zecche) -. AG. 1.65 g. 21 mm. RRR. Patina riposata e tracce di ossidazione. Molto raro. qSPL.
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Lotto n. 798
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Siena. Repubblica (1404-1555). Sanese d'oro con simbolo cerchio crociato, II serie, post 1423-ante 1450. D/ Grande S fogliata. R/ Croce patente. Castelli 82; CNI -; Cf. MIR (Toscana, zecche) 516 e 517. AU. 3.5 g. 22 mm. R. Insignificante leggera ondulazione del tondello. Conio di eccezionale freschezza e conservazione. SPL+/qFDC.
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Lotto n. 797
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Senigallia. Francesco Maria I della Rovere (1508-1516 e 1521-1538). Mezzo bolognino. D/ San Paolino mitrato seduto di fronte benedice con la destra e tiene con la sinistra il pastorale trasversalmente al corpo. R/ Armellino gradiente a sinistra sopra due righe orizzontali; sopra simbolo (?); il tutto entro corona di bacche di alloro. Cf. CNI 1/13; Cav. 58. AG. 0.41 g. 15 mm. RR. Molto raro e di conservazione eccezionale per la tipologia; sicuramente tra i migliori esemplari noti. La legenda riportante S • PAVLINVS • SENOGAS • non è censita sul CNI. SPL. Il CNI considera dubbia l’attribuzione a Francesco Maria I della Rovere, in assenza di un diretto riferimento al sovrano. Le emissioni potrebbero infatti appartenere a Francesco Maria I, al padre Giovanni della Rovere, cui Sisto IV conferì nel 1474 il dominio di Senigallia con il titolo di vicario, oppure al figlio Guidobaldo II.
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Lotto n. 796
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San Severino. Pio VI (1775-1799), Giovanni Angelo Braschi. Mezzo baiocco A. XXIII. D/ Stemma Braschi sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ MEZZO BAICCO S SEVERI NO su quattro righe sormontate da stella. CNI 42/43; M. 413 I; Berm. 3143. CU. 3.16 g. 22 mm. RR. Molto rara la variante con legenda BAICCO. Bel BB.
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Lotto n. 795
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San Marino. Vecchia Monetazione (1864-1938). 10 lire 1925. D/ Tre torri piumate e cinta merlata. R/ San Marino in piedi frontale, con squadra, martello e progetto; ai lati, L 10. Pag. (decimali) 349; Fried. 2. AU. 3.22 g. 19 mm. R. 20000 esemplari coniati. SPL+/qFDC.
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Lotto n. 794
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San Marino. Prima Monetazione (1864-1906). 5 lire 1898. D/ Stemma a cuore coronato con tre torri nel campo entro due rami d'alloro e quercia. R/ San Marino in piedi di fronte con pergamena su cui è inciso il motto LIBERTAS. Pag. (decimali) 357. AG. 25.05 g. 37 mm. Raro in questa conservazione. Fondi a specchio, prooflike. Leggera patina dorata. Segnetti, altrimenti. FDC.
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Lotto n. 793
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Salerno. Ruggero Borsa (1085-1111). Tarì. D/ Doppio giro di legenda pseudo-cufica attorno ad R centrale. R/ Doppio giro di legenda pseudo-cufica attorno a D centrale. Bellizia 66; Travaini 1995 85; D'Andrea-Contreras (Normans) 30. AU/EL. 0.82 g. 17.5 mm. RR. Molto raro. Leggera ondulazione del tondello. Bel BB.
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Lotto n. 792
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Salerno. Grimoaldo Arcivescovo di Salerno (994-1011). Bolla. D/ Busto frontale tra due croci. R/ GRIMOAL DIARCHI EPI su tre righe sormontate da croce. PB. 22.89 g. 30 mm. RRR. Rarissimo. SPL. Grimoaldo, arcivescovo di Salerno dal 994 al 1011, fu protagonista di una delle fasi più significative della storia della città alla vigilia dell’anno Mille. Salerno, erede della tradizione longobarda e ormai proiettata verso il Mediterraneo, rappresentava allora uno dei principali centri politici ed ecclesiastici dell’Italia meridionale, posto al crocevia fra mondo latino, Bisanzio e le potenze islamiche. Il 25 marzo 994 papa Giovanni XV confermò alla Chiesa salernitana i suoi privilegi e l’autorità metropolitana, compresa la facoltà dell’arcivescovo di consacrare i vescovi delle diocesi suffraganee, rafforzando così il prestigio della sede salernitana. Nel 1005 Grimoaldo consacrò a Vietri sul Mare una chiesa dedicata alla Vergine e a san Giovanni Battista, ricostruita dopo una precedente distruzione saracena. Il Liber confratrum salernitano ne ricorda l’anniversario il 26 maggio, giorno al quale viene tradizionalmente riferita la sua morte nel 1011. Il suo episcopato si inserisce così nel processo di consolidamento dell’autorità religiosa di Salerno, destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nell’Italia meridionale dell’XI secolo.
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Lotto n. 791
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Roma - Città del Vaticano. Pio XII (1939-1958), Eugenio Pacelli. 100 lire 1958. D/ Busto a destra con camauro mozzetta e stola.; sotto, GIAMPAOLI. R/ Stemma Pacelli; sopra tiara e chiavi decussate; ai lati, LIRE 100; sotto, 1958; sotto, GIAMPAOLI. Pag. (decimali) 723; Fried. 291. AU. 5.2 g. 21 mm. Opus: Giampaoli. FDC.
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Lotto n. 790
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Roma. Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. Scudo 1854 A. IX. D/ Busto a sinistra con zucchetto, mozzetta e stola. R/ SCVDO 1854 su due righe entro corona di rami di alloro; sotto, R. CNI 114; M. 10b; Berm. 3309. AG. 26.84 g. 38 mm. Patina riposata e metallo lucente. SPL+/qFDC.
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Lotto n. 789
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Roma. Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. Scudo 1853 A. VIII. D/ Busto a sinistra con camauro mozzetta e stola. R/ SCVDO 1853 su due righe entro corona di alloro; sotto, R. CNI 102; M. 10a; Berm. 3309. AG. 26.88 g. 37.5 mm. Patina riposata e bei fondi. Alta conservazione. qFDC.
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Lotto n. 788
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Roma. Congregazione dei Virtuosi al Pantheon. Medaglia premio (1850). D/ RAPAHEL SANCTIVS VRBINAS. Busto a sinistra di Raffaello Sanzio ; sotto, GIVS CERBARA F; sotto, nel giro, MERITO tra decorazioni floreali. R/ INSIGNE CONGREGAZIONE DEI VIRTVOSI AL PANTHEON. Compasso con pennelli e spatole entro due ramoscelli fioriti; intorno, FLORENT IN DOMO DOMINI; sotto, nel giro, PREMIO:. Cf. Bart. E. IV-34 e IV-35. AG. 100.6 g. 61 mm. Bellissima medaglia in argento ottenuta, come riportato in nota dal Bartolotti, dall'accoppiamento del diritto e del rovescio delle medaglie coniate dalla Congregazione dei Virtuosi del Pantheon per la visita di Papa Pio IX. Rarissima in argento, il Bartolotti censisce un esemplare appartenente alla collezione Gianluigi Boccia. FDC.
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Lotto n. 787
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Roma. Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. Scudo 1848 A. II. D/ Busto a sinistra con zucchetto, mozzetta e stola; sotto, NIC CERBARA. R/ SCVDO 1848 su due righe entro rami di alloro; sotto, R. CNI 12; M. 9b; Berm. 3309. AG. 26.92 g. 38 mm. Fondi lucenti, praticamente a specchio. Conservazione eccezionale. qFDC.
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Lotto n. 786
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Roma. Sede Vacante (1846). Camerlengo Cardinale Tommaso Riario Sforza. Scudo 1846. D/ Stemma del Cardinal Riario Sforza sormontato da padiglione e chiavi decussate; in basso, ai lati, R e NIC C. R/ Colomba raggiante che vola di fronte con la testa rivolta a destra; sotto, nel giro, SCUDO. CNI 2; M. 2; Berm. 3295. AG. 26.87 g. 38 mm. Tiratura di 4000 esemplari. Di alta conservazione con patina iridescente e fondi lucenti. SPL/SPL+. Ex Kunst und Munzen Maggio 1980, n. 916.
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Lotto n. 785
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Roma. Gregorio XVI (1831-1846), Bartolomeo Alberto Cappellari. Scudo 1845 A. XV. D/ Busto a sinistra con zucchetto mozzetta e stola; sotto, R e CERBARA. R/ SCVDO 1845 su due righe entro corona di rami di olivo. CNI 134; M. 7n; Berm. 3285. AG. 26.9 g. 38 mm. Patina riposata. Insignificanti segnetti. SPL.
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Lotto n. 784
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Roma. Sede Vacante (1831). Camerlengo Cardinal Francesco Galeffi. Scudo 1830. D/ Stemma Galeffi sormontato da croce, padiglione e chiavi decussate; sotto, NIC CERBARA. R/ Colomba raggiante che vola di fronte con la testa rivolta a destra; sotto, nel giro, ROMA. CNI 2; M. 2; Berm. 3271. AG. 26.39 g. 37.5 mm. Patina riposata. qSPL. Ex Kunst und Munzen Maggio 1980, lotto 890.
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Lotto n. 783
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Roma. Repubblica Romana (1798-1799). Scudo romano. D/ La Libertà in piedi di fronte, con testa volta a sinistra, tiene la destra poggiata su fascio di verghe legato con scure e con la sinistra distesa lungo il fianco un'asta verticale con la punta in terra e con in cima berretto frigio volto a destra. Sulla base dell’esergo T. MERCANDETTI. R/ SCVDO ROMANO su due righe entro corona stretta di quercia ascendente ai lati, legata in basso. CNI 29. M. 1. Pag. 1. . AG. 26.32 g Ø 42 mm R. Bellissima patina riposata, alta conservazione. CNI 28/30; M. 1; Bruni 1. AG. 26.35 g. 42 mm. R. Patina di monetiere. Bel BB/qSPL.
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Lotto n. 782
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Roma. Clemente XIV (1769-1774), Gian Vincenzo Ganganelli. Grosso 1773 A. IV. D/ Stemma Ganganelli sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ FIAT PAX IN VIRTVTE TVA 1773 in cartella sagomata con contorno di fogliami. CNI 22/23; M. 8c; Berm. 2934. AG. 1.35 g. 19.5 mm. R. SPL.
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Lotto n. 781
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Roma. Innocenzo XII (1691-1700), Antonio Pignatelli. Piastra. D/ Busto a destra con camauro mozzetta e stola; sotto, S V (Ferdinand de Saint Urbain incisore). R/ La Porta Santa aperta con aureola interna di raggi e nubi; ai lati, due angeli in piedi con trombeM sotto, in esego, S V e segno di zecca riferibile al Monsignor Giovanni Battista Anguissola (1699-1700). CNI 118; M. 14; Berm. 2223. AG. 32 g. 44.5 mm. Minimi difetti di coniazione. Bei fondi. Bel BB+. Ex Artemide Aste 6, 1998, lotto 454. Molto rara.
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Lotto n. 780
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Roma. Giulio III (1550-1555), Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Giulio A. II. D/ Busto a sinistra con lunga barba e piviale. R/ Allegoria di Roma galeata e armata seduta sui sette colli, volta a sinistra, tiene nella destra protesa una corona; in basso, a sinistra, segno di zecca riconducibile allo zecchiere Benedetto Canobio. CNI 44/58; M. 16; Berm. 992. AG. 3.18 g. 27 mm. R. Bell'esemplare dai nitidi dettagli. qSPL/SPL.
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Lotto n. 779
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Roma. Pio XII (1938-1959), Eugenio Pacelli. Lotto di due bolle con pergamena riguardante il Monsignor Emilio Baroncelli, Vescovo di Veroli. PB. Emilio Baroncelli fu una figura significativa del clero romano e dell’episcopato italiano della prima metà del Novecento. Nato a Pofi nel 1892 e sacerdote dal 1917, maturò la propria esperienza pastorale a Roma prima di essere nominato, nel gennaio 1943, vescovo di Veroli. La sua consacrazione episcopale, celebrata il 14 febbraio dello stesso anno nella chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, avvenne in uno dei momenti più drammatici della storia contemporanea italiana. Alla guida della diocesi di Veroli attraversò gli anni della guerra, dell’occupazione tedesca e della difficile ricostruzione del dopoguerra, in un contesto nel quale al ministero pastorale si affiancavano inevitabilmente responsabilità sociali e assistenziali. Il suo episcopato, durato oltre un decennio, si svolse così nel passaggio fra una Chiesa ancora profondamente legata alla società tradizionale e quella chiamata ad affrontare le profonde trasformazioni dell’Italia del dopoguerra. Trasferito nel 1955 alla diocesi di Recanati, vi rimase fino al 1968. Pio XII, Eugenio Pacelli, romano, fu eletto papa il 2 marzo 1939, pochi mesi prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Già nunzio apostolico in Germania e Segretario di Stato di Pio XI, possedeva una profonda esperienza diplomatica. Durante il conflitto mantenne ufficialmente la neutralità della Santa Sede e promosse iniziative umanitarie in favore delle vittime della guerra; il suo atteggiamento pubblico di fronte alla Shoah rimane tuttavia oggetto di un ampio dibattito storiografico. Nel dopoguerra assunse una netta posizione contro il comunismo e accompagnò la Chiesa nella difficile ricostruzione europea. Nel 1950 proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria e celebrò il grande Giubileo. Morì a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958, dopo quasi vent’anni di pontificato.
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Lotto n. 778
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Roma. Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. Bolla. D/ PIVS PAPA IX su tre righe; sopra croce raggiante; il tutto in corona di foglie di alloro. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo in nimbo perlato; tra loro, lunga asta con croce; sopra, SP-SP (San Pietro - San Paolo). Ser. 526. PB. 75.32 g. 47.5 mm. qSPL/SPL. Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti, originario di Senigallia, ebbe uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa. Inizialmente accolto con favore dagli ambienti liberali per alcune riforme, il suo governo fu profondamente segnato dai moti del 1848, dalla Repubblica Romana e dal processo di unificazione italiana. Nel 1854 proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione e nel 1869 convocò il Concilio Vaticano I, che nel 1870 definì il dogma dell’infallibilità pontificia. Nello stesso anno, con la presa di Roma, terminò il potere temporale dei papi e Pio IX si considerò «prigioniero» in Vaticano. Morì a Roma il 7 febbraio 1878, dopo quasi trentadue anni di pontificato, e fu beatificato nel 2000 da Giovanni Paolo II.
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Lotto n. 777
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Roma. Gregorio XVI (1831-1846), Bartolomeo Alberto Cappellari. Bolla. D/ GREGORIVS PAPA XVI su tre righe; sopra, croce raggiante; il tutto entro corona di foglie di alloro. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo in nimbo perlato; tra loro, lunga asta con croce; sopra, SP-SP (San Pietro - San Paolo). Ser. 309. PB. 77.62 g. 46 mm. Bel BB. Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari, veneziano e monaco camaldolese, fu eletto papa nel febbraio 1831. Il suo pontificato si svolse in un’Europa attraversata dai moti liberali e nazionali, che interessarono profondamente anche lo Stato Pontificio. Contrario ai principi del liberalismo politico e religioso, ne condannò alcuni aspetti nell’enciclica Mirari vos del 1832. Parallelamente diede grande impulso all’attività missionaria della Chiesa in Asia, Africa, Oceania e nelle Americhe. Uomo di vasta cultura, favorì gli studi storici, archeologici e orientalistici e promosse i Musei Vaticani, istituendo il Museo Gregoriano Etrusco e quello Egizio. Morì a Roma nel giugno 1846 e gli succedette Pio IX, il cui pontificato avrebbe segnato una nuova e decisiva fase della storia dello Stato Pontificio.
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Lotto n. 776
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Roma. Benedetto XIII (1724-1730) Pietro Francesco Orsini. Bolla. D/ BENE DICTVS PAPA XIII su quattro righe; sopra, croce raggiante. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo in nimbo perlato; tra loro, lunga asta con croce; sopra, SP-SP (San Pietro - San Paolo). Ser. 157. PB. 46.41 g. 40 mm. SPL. Benedetto XIII, al secolo Pietro Francesco Orsini, appartenente all’illustre famiglia degli Orsini, entrò giovanissimo nell’Ordine domenicano assumendo il nome di Vincenzo Maria. Eletto papa nel 1724, mantenne anche sul soglio pontificio uno stile di vita austero e profondamente religioso. Si dedicò alla disciplina ecclesiastica e alla formazione del clero, celebrando nel 1725 un importante Giubileo e convocando nello stesso anno il concilio provinciale romano. Durante il suo pontificato canonizzò, tra gli altri, Luigi Gonzaga, Stanislao Kostka e Giovanni della Croce. La sua scarsa attenzione agli affari amministrativi favorì tuttavia l’ascesa del discusso cardinale Niccolò Coscia, la cui gestione finanziaria provocò gravi scandali. Benedetto XIII morì a Roma nel febbraio 1730 e fu sepolto nella basilica domenicana di Santa Maria sopra Minerva.
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Lotto n. 775
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Roma. Clemente XI (1700-1721), Giovanni Francesco Albani. Bolla. D/ CLE MENS PAPA XI su quattro righe; sopra, croce. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo in nimbo perlato; tra loro, lunga asta con croce; sopra, SP-SP (San Pietro - San Paolo). Ser. 624. PB. 49.39 g. 39.5 mm. qSPL/Bel BB. Clemente XI, al secolo Giovanni Francesco Albani, originario di Urbino, fu eletto papa nel novembre 1700. Il suo lungo pontificato coincise con la Guerra di Successione Spagnola, durante la quale cercò con difficoltà di preservare l’autonomia politica della Santa Sede tra le grandi potenze europee. Sul piano religioso affrontò la controversia giansenista, condannandone alcune dottrine con la bolla Unigenitus del 1713. Importante fu anche la questione dei riti cinesi, nella quale impose maggiori restrizioni alle pratiche tradizionali tollerate dai missionari gesuiti. Uomo di vasta cultura, favorì gli studi, le arti e l’archeologia, promuovendo numerosi interventi a Roma. Morì nel marzo 1721 e fu sepolto nella Basilica di San Pietro.
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Lotto n. 774
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Roma. Innocenzo XI (1676-1689), Benedetto Odescalchi. Bolla. D/ INNO CENTIVS PAPA XI su quattro righe; sopra, croce. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo; tra loro, croce latina; sopra, SPA-SPE (San Pietro - San Paolo). Ser. 503. PB. 45.52 g. 36.5 mm. BB+. Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi, originario di Como, fu uno dei pontefici più significativi del secondo Seicento. Uomo di costumi austeri, promosse una rigorosa riforma della Curia e delle finanze pontificie, opponendosi al nepotismo e agli eccessi della corte. Il suo pontificato fu segnato dal duro confronto con Luigi XIV di Francia sulla libertà e sui diritti della Chiesa francese. In politica internazionale sostenne la coalizione cristiana contro l’espansione ottomana e favorì l’alleanza che contribuì alla liberazione di Vienna nel 1683, dopo l’assedio turco. Appoggiò inoltre le successive campagne della Lega Santa contro gli Ottomani. Morì a Roma nel 1689 e fu beatificato da Pio XII nel 1956.
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Lotto n. 773
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Roma. Innocenzo X (1644-1655), Giovanni Battista Pamphili. Bolla. D/ INNO CENTIVS PAPA X su quattro righe. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo in nimbo perlato; tra loro, croce ansata; sopra, SPA-SPE (San Pietro - San Paolo). Ser. 222. PB. 44.52 g. 37.5 mm. SPL. Innocenzo X , al secolo Giovanni Battista Pamphilj, fu eletto papa al termine di un lungo conclave segnato dal confronto fra le grandi potenze europee. Il suo pontificato coincise con la fase conclusiva della Guerra dei Trent’anni e con la pace di Vestfalia del 1648, che egli condannò formalmente ritenendola lesiva degli interessi della Chiesa. Rafforzò l’autorità pontificia nello Stato della Chiesa e contrastò l’influenza francese e spagnola nella politica italiana. Il suo pontificato è ricordato anche per il ruolo della cognata Olimpia Maidalchini, figura di grande influenza nella corte pontificia. A Roma promosse importanti interventi architettonici, legando il proprio nome soprattutto alla sistemazione di piazza Navona e alla costruzione della fontana dei Quattro Fiumi. Morì nel 1655 e fu sepolto nella chiesa di Sant’Agnese in Agone, nel cuore della piazza che aveva contribuito a trasformare.
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Lotto n. 772
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Roma. Urbano VIII (1623-1644), Maffeo Barberini. Bolla. D/ VR BANVS PAPA VIII su quattro righe; sopra, croce. R/ Teste degli Apostoli San Pietro e San Paolo; tra loro, croce latina; sopra, SPA-SPE (San Pietro - San Paolo). Ser. 674. PB. 46.16 g. 38 mm. Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, appartenente a una nobile famiglia fiorentina, fu uno dei grandi pontefici dell’età barocca. Il suo lungo pontificato fu caratterizzato da un intenso mecenatismo artistico, che trasformò profondamente il volto di Roma: sotto la sua protezione operò soprattutto Gian Lorenzo Bernini, autore del monumentale baldacchino di San Pietro. Sul piano europeo cercò di salvaguardare gli interessi della Santa Sede durante la Guerra dei Trent’anni, mantenendo una politica prudente nei confronti delle grandi potenze cattoliche. Il suo pontificato è inoltre legato al celebre processo a Galileo Galilei del 1633. Rafforzò le difese dello Stato pontificio e promosse numerose opere pubbliche, ma il forte nepotismo dei Barberini suscitò crescenti opposizioni. Morì a Roma nel luglio 1644, dopo oltre vent’anni di pontificato. Bel BB/BB. Urbano VIII (1623–1644), al secolo Maffeo Barberini, fiorentino, fu uno dei protagonisti del papato barocco. Il suo lungo pontificato fu caratterizzato dal rafforzamento dell’autorità pontificia, da un’intensa attività edilizia e dal grande mecenatismo della famiglia Barberini. Promosse importanti opere a Roma, tra cui il completamento della Basilica di San Pietro e la costruzione del celebre baldacchino berniniano. Sul piano politico cercò di mantenere una posizione autonoma della Santa Sede durante la Guerra dei Trent’anni, entrando però in contrasto con le potenze cattoliche e in particolare con gli Asburgo. Il suo pontificato è inoltre legato alla vicenda di Galileo Galilei, il cui processo si concluse nel 1633. Urbano VIII morì nel 1644, lasciando una Roma profondamente segnata dall’impronta artistica e politica dei Barberini.
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