Coins 777 Sigismondo Pandolfo Malatesta (1432-1468), Signore di Rimini. Medaglia 1446. D/ SIGISMVNDVS PANDVLFVS DE MALATESTIS S RO ECCLESIE C GENERALIS. Busto di Sigismondo a sinistra che indossa corazza e sopravveste. R/ La Fortezza con corona, armatura e lunga tunica, siede su un seggio formato da due elefanti e tiene nelle mani una colonna spezzata; sotto, MCCCCXLVI. Arm. I, 20, 9 (83 mm). Hill, Corpus 178. Hill & Pollard, Kress 61 (82 mm). Pollard, Bargello 44 (80.7 mm). AE. mm. 82.20 Inc. Matteo de' Pasti. RRR. Rarissima. Fusione originale. SPL. Il mecenatismo di Sigismondo Pandolfo Malatesta fu chiaramente indirizzato all'esaltazione delle imprese personali e alla celebrazione della grandezza della dinastia malatestiana. Funzionali a quella "strategia di autorappresentazione" furono senza dubbio le medaglie, commissionate a Pisanello e a Matteo de' Pasti. Attraverso la riappropriazione di un simbolo della "idea imperiale" come la moneta antica, il Malatesta mirava alla propria glorificazione e all'immortalità, in cui si inseriva la vicenda sua e di Isotta. (Anna Falcioni - Dizionario Biografico degli Italiani - 2007)
La selezione di medaglie che proponiamo, assolutamente originali e verosimilmente di mano del maestro, consente un approccio quasi intimo al mondo di Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai suoi intenti ed ambizioni, alla sua volontà di rappresentarsi attraverso imprese ed allegorie. Così la Fortezza assisa (lotto ....) che imperturbabile siede su un trono malatestiano e il braccio che impugna la sferza (lotto…) (vedi Correzione e Riforma in C. Ripa, Iconologia) diventano simbolo programmatico dell’epopea personale del Malatesta.
Il ricorrere di elementi classici da un lato e cortesi dall'altro, come il cimiero della sua impresa personale (lotto...) colloca la figura di Sigismondo in un clima culturale di passaggio dalla tradizione cavalleresca ad un nuovo umanesimo promotore di un immaginario classico ed estremamente innovativo allo stesso tempo.
Simbolo assoluto della novità proposta dal Signore di Rimini è il Tempio Malatestiano, opera immortale di Leon Battista Alberti, alla cui realizzazione e decorazione parteciparono i più valenti artisti di quel torno d'anni. La medaglia del Tempio (lotto...) riporta al rovescio il prospetto che la chiesa avrebbe dovuto avere secondo il progetto di Leon Battista Alberti, mai completato.
Infine si può affermare che trascendendo il legame particolare con la Signoria di Rimini, le medaglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta e, attraverso esse, il suo personaggio, assurgono a patrimonio universale.

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