Medals 765 Pio VII (1800-1823), Barnaba Chiaramonti. Medaglia 1807, per ricordare la fine delle opere di restauro del Tempietto di San Pietro in Montorio. D/ PIVS SEPTIMVS PONTIFEX MAX. Busto a sinistra con berrettino, mozzetta e stola; sotto, MERCANDETTI F R. R/ DIVO PETRO AD IANICVLVM RESTITVIT A D MDCCCIV. Prospetto anteriore del Tempio di San Pietro in Montorio; in esergo, BRAMANTES LAZZARI F MDII/ T MERCANDETTI S ROMAE/ MDCCCVII. Patr. 51. Martini 1001. Bertuzzi 84. AE. mm. 67.50 Inc. T. Mercandetti. R. SPL+. Nella forma architettonica del tempietto di San Pietro in Montorio, Bramante riuscì a plasmare l’idea assoluta di perfezione, tanto che l'edificio fu un molto ammirato, studiato e disegnato sin dal momento della sua costruzione, e venne accostato ai monumenti antichi nella critica e trattatistica del Rinascimento. Nel tempo venneanche sottoposto a integrazioni e restauri.
Nel 1804-1805 Carlo Fea realizzò alcuni lavori, tra i quali ci fu la copertura della cupola in cotto con tegole a squame. Questa copertura fu quella che vide Paul-Marie Letarouilly nel suo viaggio a Roma nel 1820 e che incluse nella sua incisione del tempietto nel volume I di Édifices de Rome Moderne, pubblicato a Parigi nel 1840.
Questa copertura non risolse i problemi di umidità, pertanto Giuseppe Valadier propose il ripristino della copertura in piombo nel 1826.

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