Coins 771 Vincenzo I Gonzaga (1562-1612), Duca di Mantova a e del Monferrato. Medaglia. D/ VINCENTIVS GONZAGA. Busto corazzato con collare a destra; sotto, GASP. MOLO F. R/ D G DVX MANT IIII E MONT F II EC. San Giorgio a cavallo uccide il drago; in esergo, PROTEC NOSTER ASPICE. Hill-Pollard, Kress 363. Attwood - . Magnaguti 58. AE. mm. 42.50 Inc. Gaspare Mola. RR. Fusione antica. Bel BB. Vincenzo I Gonzaga Duca di Mantova, figlio di Guglielmo, salì al trono nel 1587. Sposò (1581) Margherita Farnese, che poi ripudiò per sterilità, unendosi a Eleonora de’ Medici (1584). Con un’abile politica seppe conquistarsi le simpatie sia del popolo che dei principi stranieri, tranne i Farnese di Parma. Intraprese tre spedizioni in Ungheria contro i turchi (1595, 1597 e 1601); luogotenente generale, non riuscì a prendere Canissa (Nagykanisza). Cercò di scambiare il Monferrato col Cremonese ma, fallito il tentativo, venne ad accordi diretti col rivale Carlo Emanuele I di Savoia, facendo sposare l’erede al trono Francesco con Margherita, figlia del duca di Savoia (1608), e come quest’ultimo avviò trattative con i capi serbi per un’impresa di liberazione cristiana nei Balcani (1610-12). Oltre a fare della sua corte la sede di splendide rappresentazioni teatrali, fece eseguire grandi opere d’arte e fu generosissimo mecenate; amico di Torquato Tasso, lo ebbe ospite a Mantova. (Dizionario di Storia Treccani, 2011).
Gaspare Mola (o Molo), nasce a Como e inizia la sua carriera come orafo a Milano; in seguito venne chiamato alla corte di Firenze come assistente armaiolo. L'abilità del Mola come forgiatore di armi è dimostrata dall'elmo e dallo scudo conservati al Museo del Bargello eseguiti per il Granduca Cosimo II, in passato attribuiti al Cellini, ma certificati come opera del Mola. A Firenze lavorò inoltre come incisore di matrici tra il 1609 e il 1611, fu poi presso la zecca di Modena e Guastalla (1613-14), al servizio del Duca di Mantova. Si stabilì poi a Roma, dove, nel 1625 divenne maestro incisore della zecca papale succedendo a J. A. Molo e mantenne questo incarico fino alla sua morte. Il Mola incise i conii di tutte le medaglie annuali del pontificato, dal 1625 fino al 1639 (tranne quella del 1632), le medaglie per la cerimonia della lavanda e per il giubileo, oltre a un discreto numero di medaglie straordinarie: tale attività lo portò a collaborare, tra gli altri, con G.L. Bernini, F. Borromini e Pietro da Cortona.

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